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domenica 23 settembre 2012

Senza Titolo


M’aggrappo al tuo ciglio
Purché non cada tra fosse comuni.
Mi stringo ai tuoi sensi – smaniosi.
Mi circondo del nulla
Purché al mio passaggio
Un’ombra – alcuna – ti racconti di me.
Banchetto tra rimembranze
Sviluppandomi tra attimi e foschie
Sbranando i resti
Dei tuoi giorni persi.

Rovisto tra le consuetudini,
tra il caffè amaro e il rossetto nero,
e graffio le pareti
purché io sia unghia – forse denti.
Tremo di sussurri che cedo
E questa pioggia di vetro
Finirà dentro te.
Scomparire – inerme
Per ritrovarmi intrecciato
Alle corde dell’anima tua.


Alessandro Erato



martedì 6 dicembre 2011

PENDOLO (Poesia di Alessandro Erato)



Come pendolo galleggio
Tra verginità svelate,
Come imeni d'ambra liscia
Perdendo e ritrovando
La mia anima corrotta.
Tra ruvide fusa,
Tra l'ignoto ai tuoi occhi.

So che nascondi
L'acqua e la vite
Nel tuo grembo intatto e mortale
Nel tuo cuore
Di bianco velluto
Nella tua flessa nuca.
Fra i tuoi profumi,
Come un cogliere
D'essenza,
So che nascondi
La linfa e l'albero
Nella tua terra fertile.
Ma io come un pendolo galleggio
E sono notte e giorno
Alba e tramonto
Dentro di te


Alessandro Erato